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martedì 21 settembre 2021

Pena detentiva a tempo indeterminato



Le esecuzioni immobiliari e i fallimenti, che passano tramite le sezioni fallimentari dei tribunali, sono una tortura verso i contribuenti caduti in errore. I tempi moderni non hanno cancellato lo sfregio pubblico, che si voleva perpetrare già al tempo dei romani e poi anche nel Rinascimento. Anzi, allora l'esecuzione era immediata, in pubblica piazza, mentre oggi passano anni e anni per aspettare che i tuoi beni all'asta vengano svenduti: i tuoi sacrifici di una vita regalati a gente senza scrupoli, ex-concorrenti o altri disgraziati. 

Il fatto che la legge fallimentare in Italia sia stata scritta al tempo del Fascio la dice lunga su cinismo umano, che attinge appunto al mondo classico nella maniera più aberrante. Non c'è correzione al Regio decreto del 1942, che possa cancellare la pesante eredità fascista e antidemocratica della legge sul fallimento. 

Le conseguenze del fallimento sugli esecutati sono quelle di sopportare una pena, scontare un tempo infinito, in cui nel frattempo non puoi essere riabilitato a livello economico e sociale. Le conseguenze psicologiche sono notevoli. Non puoi neanche difenderti, perché come si dice, un avvocato accanto a un fallito è come un medico che assiste un malato terminale. 

I più cinici, anche tra gli avvocati, ti dicono che potevi pagare e non fare debiti. Il giudizio è giusto, per quanto ci siano le attenuanti non trascurabili di una crisi a livello planetario, ma ciò che è ingiusto è come viene trattato il fallimento, la mancanza di rispetto per la persona, l'utilizzo di sistemi legali antiquati e complicati, che trasformano il tempo dell'esecutato in uno sconto di pena. 

Quindi in un fallimento si paga l'errore economico due o più volte: con i tuoi beni, il cui valore è svilito ingiustamente, poi col tuo tempo: anni e anni a aspettare che finisca il procedimento, infine paghi con la salute, che ne risente, perché a differenza dell'immaginario collettivo, un imprenditore onesto non fa bancarotta fraudolenta, ovvero fallisce coi soldi o fallisce per riaprire. Quando fallisci e passi per il tribunale fallimentare, la tua vita personale e professionale è distrutta per sempre con grande sofferenza. 

Tutto questo ha senso? Qual è la convenienza dello Stato a distruggere persone e cose in questo modo? Qual è l'obiettivo di burocrati e governanti in tema di fallimenti

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Post originali di Roberta Niccacci
Storia di un'azienda artigiana italiana in tempo di crisi
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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Buongiorno, Roberta. I tuoi post mi sono mancati, prima di tutto perché sono un modo di stare in contatto con te, ma quando li leggo provo tanto dolore.

Anonimo ha detto...

Ben detto. Chi vuol capire capisca. La tua voce non sarà una voce nel deserto.