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mercoledì 10 marzo 2021

Consapevolezza

La bicicletta del lattaio 

Post in memoria del bisnonno Pompeo, che firmò il mutuo per rilanciare la Cama (Cooperativa Artigiana Majoliche Artistiche) negli anni Sessanta. Era un uomo bellissimo e di lavoro faceva il lattaio.  

Il mio bisnonno Pompeo Niccacci ci ha insegnato a noi nipoti a stare con chi fosse migliore di noi. Ma cosa intendeva veramente? Qual era il motivo di questo consiglio? Le cose vanno spiegate, caro bisnonno, vale anche per te, se non si vuole  che ogni volta chi ascolta debba ripassare per la strada percorsa da chi è più saggio di noi. 

Ecco che così arriva l'esperienza a supplire tale lacuna. Racconto la storia. 

Dal mese di dicembre scorso la mia vita è cambiata, si è rinnovata in me la speranza di farcela a tornare nel mondo dell'impresa con una mia innovazione, perché sono entrata in contatto con professionisti volontari, che aiutano gli imprenditori a ripartire. Fanno parte di una Onlus che si chiama "100mila Ripartenze" con sede a Treviso. 

Sono passati ora tre mesi dal mio ingresso in 100mila Ripartenze come IIR (Imprenditrice in Ripartenza) e in questo periodo in me è maturata una consapevolezza. Essa nasce proprio dal contatto con chi è professionalmente migliore di me, molto meglio preparato ad affrontare la tematica dell'impresa, perché sono persone che lavorano o hanno lavorato come manager per grandi aziende internazionali. 

Qual è quindi la discriminante tra il prima e il dopo il mio incontro con 100mila Ripartenze? Premetto che la mia visione è di unire, mettere insieme, creare un team. Ero convinta che con le crisi le persone si unissero spontaneamente come dopo una guerra. Non è così, perché le crisi passate hanno colto le aziende a macchia di leopardo, come un cancro, e il peggio è per chi muore. Prima cercavo contatti tra le mie conoscenze, presso le amministrazioni, le associazioni di categoria e non, ex concorrenti, venditori, commercianti. Addirittura il mio percorso era iniziato chiamando a raccolta i dipendenti della Cama per realizzare la mia visione di una cooperativa, un buyout, in cui il valore dell'unione da essi generato sarebbe stato il mio primo e prezioso prodotto da portare sul mercato. 

Non c'è stato niente da fare, in dieci anni nessuna porta si è aperta, eccetto le numerose prove sul territorio, le brutte figure e le sportellate in faccia che ho preso. Quindi? Cosa avrei potuto fare di meglio per incontrare persone migliori di me per mettermi sul binario giusto? Non mi è riuscito neanche di agganciare i luoghi preposti all'innovazione, pertanto la domanda è: "dove si creano queste benedette startup?" Niente. Il buio più totale. Sembra di avere a che fare con lo stesso sistema secretato dei dottorati di ricerca all'università. Non esistono neanche veri maestri in giro, chi ti indichi la strada. Non sarò mica l'unica madrina scolastica per formazione, vocazione e passione? 

Allora la conclusione è che per incontrare persone migliori di me, con cui agganciarmi per fare squadra, io avrei potuto trovarle solo nei luoghi dello studio del settore specifico dell'impresa, iscrivendomi ad un'università di economia e commercio, marketing e gestione d'azienda oppure scienze economiche. Qui avrei potuto incontrare in passato le persone che ora conosco quasi per una fatalità a 100mila Ripartenze, cercando su internet "imprenditori falliti" in un giorno in cui ero disperata, perché mi avevano pignorato il conto corrente bancario e la Postepay per meno di 5 euro, privandomi degli strumenti che mi servono per stare in contatto col mondo, con quattro spicci ma pur sempre connessa. 

Se è vero infatti che le persone fanno la differenza, perché tra queste ci possono essere i candidati per lavorare sull'innovazione, persone che ti capiscono e sono sulla stessa linea d'onda, la cosa più importante è che lo studio accademico nello specifico settore dell'impresa mi avrebbe dato gli strumenti per agire, la bussola per creare, la collocazione giusta per lavorare alla pari con gli altri professionisti e poter rispondere adeguatamente agli input. Insomma poter lavorare alla visione in maniera scientifica. La visione necessita di strumenti adeguati. 

Di grande aiuto in questi mesi per me sono i saggi di professionisti autorevoli come Roger Abravanel, che nel mese di gennaio ha pubblicato "Aristocrazia 2.0", in cui si smonta la figura dell'imprenditore alla maniera italiana, perché la forza dell'azienda è di dotarsi di manager per via meritocratica. Se alla formazione personale si aggiungono i talenti, i soft skills, allora siamo sulla strada giusta, ma per ripartire non si può prescindere dalla qualità dello studio e dagli strumenti che da esso derivano. 


Roberta Niccacci è laureata in lingue e letterature straniere moderne all’Università degli Studi di Perugia. Parla correntemente inglese, francese e tedesco. È…una pioniera Erasmus e ha condotto gli studi per la sua tesi di laurea alla Sorbonne Nouvelle Paris III. Originaria di Deruta (PG), ha prestato la sua formazione umanistica a servizio della clientela dell’azienda artigiana di famiglia, che ha chiuso i battenti nel 2011. Da allora ha condotto studi a valorizzazione del territorio per nuovi modi di fare impresa nell’artigianato artistico, partendo da arte e cultura. Il suo grande sogno è di fondare un’azienda che trasformi in realtà la sua esperienza di questi anni. Dal dicembre 2020 è un’imprenditrice in ripartenza presso la Onlus “100mila ripartenze” con sede a Treviso.



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lunedì 22 febbraio 2021

A Renaissance woman at last?

Agnolo Bronzino, Maria de' Medici
daughter to Cosimo I de' Medici
and Eleonora of Toledo, 1551,
Uffizi Gallery, Florence 
I started writing the Friends of Cama blog in 2009, in the same year famous influencer Chiara Ferragni ignited her career as a blogger. At that time I felt the best revival journey for my family workshop would be going back to the origins of the art of ceramics in the terms it was expressed by the handpainted patterns made in Deruta, Italy. 

As I was getting more and more isolated from my beloved clientele, because the workshop little by little was going to disappear, I decided a blog would keep me in touch with the rest of the world. I wanted to continue communicating, breathing, being still alive, and not seeing all the lights switch off with the simultaneous action of closing the workshop door that last day with my parents at Cama. 

We would not enter that door or any of the other backdoors at the workshop again. 

Well, to this date almost 10 years have passed from that painful day of seeing our workshop's entrance door close forever, same as when you see the janitor on duty about to wall the tombstone of a dear one with bricks and cement at the cemetery. 

After several attempts and projects on the territory, last December I met the non-profit organization located in Treviso, Italy, and called "100.000 Ripartenze" (100,000 recoveries) dedicated to helping entrepreneurs get back to life with a project. These entrepreneurs are very special: they have gone through bankruptcy or a failure in Italy in the past crises. 

The "100.000 Ripartenze" experience has put me in touch with a coach, a mentor, and other professionals. It has allowed me to investigate new horizons regarding my personal role in bringing innovation to the arts & crafts industry. Who am I in terms of expertise, what can I really do beyond my being at the clientele's disposal to sell them ceramics? 

To this aim, I found inspiration in exploring my talents, as per the instructions of my coach and president of the association. My talents are listed as follows: 1. activator 2. adaptability 3. communication 4. Context 5. Futuristic (source: CliftonStrengths by Gallup). Because of the soft skills talents emerging, I truly felt like I was on the trend once for all in my life! Indeed, as a creative person, I have been flattered all my life for my energy, however, I never had a clear idea of what my energy was made of. 

I have kept my interest high regarding this matter of talents by crowdsourcing. I have known other initiatives in the field of coaching and people helping entrepreneurs, among which "Career Leadhers" was created in 2018 by women for women. I have subscribed to their warmly written newsletter and their Facebook group a couple of weeks ago. 

Well, wonders of wonders, this morning I received the Monday Leadhers newsletter with an inspirational Ted Talk by Emilie Wapnick, who basically described who I am: a multipotentialite, a neologism for someone who has talents in multiple areas, a creative person translated into a list of soft skills overlapping with calls in different industries. By listening to the talk, I ended up meeting the descriptive feature: Renaissance person! 

This said, with all the work I have made and my revival journey into the Italian Renaissance in this blog, I now truly think of myself as being on the right path and that "I am not alone", said Noah in the 2014 movie by the same name. Totally inspiring. 





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