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venerdì 15 ottobre 2021

Un pezzo per volta

 

Desidero far conoscere cosa si prova a passare per le sezioni fallimentari
dei tribunali. Si tratta della nostra pelle di falliti. Siamo trattati come carne 
da macello nello sfregio più totale. 

Se tutti conoscessero cosa succede quando passi per la sezione fallimentare di un tribunale, sapremmo metterci nei panni dei malcapitati e aiutare i caduti di una crisi a ricevere un trattamento degno di persone civili. 

Per anni e anni i "professionisti" dei tribunali fallimentari ti tengono al palo, per poi svendere i tuoi beni a concorrenti sleali del territorio, a extra comunitari e a gente senza scrupoli. Ti prendono un pezzo alla volta, come quando si gioca cinicamente a staccare gli arti di un insetto. Vieni trattato come un pezzo di carne da macello: smembrano una parte dei tuoi averi al bisogno per darlo in pasto a scellerati. 

Lo sfregio di romana memoria non viene cancellato dall'apparente progresso del nostro Paese, ma anzi si intensifica con provvedimenti del governo tesi a smaltire la mole di lavoro dei tribunali a svantaggio dei debitori. Chi viene tutelato in primis sono i "professionisti" che girano intorno ai fallimenti, perché, come nel caso della nostra azienda, hanno raccimolato le briciole, svendendo attrezzature e campionario solo a scopo distruttivo. Quanto dei proventi dei beni aggiudicati all'asta è andato ai creditori? 

Visto che come imprenditore non sei più abile a contribuire alle casse dello Stato, vieni macellato e ciò che possiedi viene messo all'asta fino a raggiungere il prezzo vile, perché se i governanti non possono più prendere i soldi del tuo lavoro, allora ti portano via quello che hai. Questo non è un trattamento che in una democrazia ci si può meritare come falliti, queste sono azioni proprie di una dittatura, dove regna il dio denaro mascherato da valori, la speculazione e il disprezzo dell'altro.  


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domenica 22 agosto 2021

Il fiero pasto

Giuseppe Fanfani, il fiero pasto, 2014-2016, acrilico su tela 

Un fallimento, che passa per la sezione fallimentare di un tribunale, è una violenza contro la persona, perché ti azzera come essere umano per tutto quello che hai fatto fino a quel momento. Non è possibile che un dissesto economico causi la morte civile di un uomo, una donna, un'intera famiglia, se il danno attiene a del denaro reclamato dai creditori e si risolve con la vendita dei beni del fallito. Del disgraziato i tribunali non possono chiedere anche la pelle. 

Per questo motivo, quando vedo ex imprenditori falliti che ripartono da zero, conformandosi al sistema, sento in me una stretta al cuore. Questi ex imprenditori riprendono a lavorare magari in un altro settore, mentre la loro passione è stata distrutta, ridotta in pezzi, svenduta al primo offerente, per sfregio, commercio e gratificazione dei dipendenti. Se è vero che il lavoro è vita, col fallimento si uccidono delle persone, che sono state anche contribuenti specchiati dello Stato. 

Chi poteva pensare ad una crisi planetaria? Perché tanto accanimento verso i falliti? 

Annullato come imprenditore, isolato come persona, dimenticato da tutti i dipendenti, i quali hanno soddisfatto il proprio diritto al tfr, che magari non serviva per mangiare; tutto questo mettendo in moto una macchina dello Stato farraginosa e ostile, in cui burocrati, professionisti e speculatori si buttano sui falliti come bracconieri in una riserva di caccia. 

Il fallimento per gli ex imprenditori e le loro famiglie è per anni e anni un'esperienza crudele di carcerazione senza sbarre, alla mercé di aguzzini, convinti di "fare il proprio lavoro", ma che delle carni dei falliti si nutrono come il conte Ugolino, che addenta con ferocia il cranio del compagno di pena nel XXXIII canto dell'Inferno, come dei morti di fame, che si possono saziare solo con il denaro, perché assetati di soldi al pari delle serpi che si tenevano dentro le proprie fabbriche.

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mercoledì 18 agosto 2021

Metteresti la tua vita in mano a dei burocrati?

La svastica nazista gira verso destra anziché
verso sinistra come era nella simbologia originaria

Giudici, avvocati, notai, commercialisti, consulenti, che lavorano nelle sezioni fallimentari dei tribunali diventano immancabilmente burocrati. Si ritrovano ad applicare "la legge" in maniera acritica su imprenditori, che si sono trovati in difficoltà in tempo di crisi, alimentando un'industria parallela all'economia sana. Poi ci mettono le mani i partiti politici e così si perfeziona lo scempio, un po' come la distruzione del Monte dei Paschi di Siena. Tu, metteresti la tua vita in mano a dei burocrati? 

Si tratta di "professionisti" che agiscono al contrario dell'etica deontologica medica: distruggono anziché riparare il tessuto produttivo italiano, con il beneficio di guadagnare lauti compensi. Esiste uno zoccolo duro nelle sezioni fallimentari dei tribunali, che tifa per il fallimento delle aziende. Non c'è nessuna indagine da parte loro sugli acquirenti delle aste: chi compra gli immobili all'asta? Gente perbene? Evasori fiscali? Mafiosi? Non importa. L'importante è dare via gli immobili e liberare le scrivanie dai faldoni dei fallimenti.  

Così allo stesso modo gira al contrario il sistema di vendita degli immobili alle aste giudiziarie, un metodo dispendioso anche per lo Stato, che fa da tesoriere a banche, mafiosi e speculatori senza scrupoli contro i suoi stessi interessi, perché  con i fallimenti lo Stato perde ex contribuenti delle casse dello Stato. Tutto questo con il silenzio di Camere di Commercio e associazioni di categoria di artigiani e commercianti. Rispetto per la giustizia? Sarebbe sufficiente vivere l'esperienza di fallimento da questa parte solo per un mese per rendersi conto della situazione: si valuterebbe l'antieconomicità del sistema e si misurerebbe il dolore che provoca il fallimento negli imprenditori caduti in disgrazia.  

Il fallimento, come mi scrive un imprenditore che sta cercando di fare il concordato, "ti toglie la libertà, la felicità e mette in bilico la tua salute", contravvenendo ai principi fondamentali di una democrazia. L'imprenditore fallito sconta una vera e propria pena. Con questa spirale di manifestazioni al contrario dell'industria dei fallimenti, mi viene da pensare alla svastica, che il nazismo fece girare al contrario, verso destra anziché verso sinistra, mentre nel secoli il segno grafico era stato espressione di positività, rinascita e vita. Ecco, dove esiste il male, le cose girano al contrario e contro gli esseri umani per la loro distruzione con tutte le implicazioni che contravvengono al significato originario del termine. 

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