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venerdì 24 dicembre 2021

Come agnelli sacrificali

Josefa de Óbidos, L'agnello sacrificale, 1670-1684, Walters Art Museum, Baltimore, Usa  


Ho conosciuto un imprenditore del campo della raccolta e confezionamento di erbe e piante selvatiche, che aveva sessanta dipendenti e che ora è rimasto da solo; in questi anni di crisi ha speso tutti i suoi averi per sanare la situazione debitoria dell'azienda ma così è riuscito a non fallire. Ora si ritrova a fare i mercatini al freddo dell'inverno e crede ancora nel potere della passione, "la prima linfa vitale". 

Quando le persone in Italia mi dicono che notano in me passione e entusiasmo, io quasi quasi mi spavento, altre volte mi offendo, perché chi ho davanti mi prende per un "vulcano" allo scopo di contenermi; oppure chi mi giudica non riesce a comprendere che la mia passione è stata per decenni il motore che mi ha permesso di servire centinaia di clienti in tutto il mondo con professionalità e competenza. 

La passione è una caratteristica peculiare degli artigiani, trasmessa tramite i propri prodotti e servizi, lo sventolato Made in Italy che torna comodo a politici e governanti come biglietto da visita del nostro Paese. Tuttavia nelle statistiche dei fallimenti la passione non è contemplata, perché la voce "artigiani" per il Cerved non esiste. Sarebbe invece opportuno creare una voce a parte per artigiani e commercianti, così da rendersi conto di quel che si perde in una crisi in Italia.

Infine, davanti ai poteri forti la passione è come un agnello al macello, poteri che non sono paragonabili a nessun animale vivente, se non a avvoltoi e condor, che si cibano delle carogne di altri animali, quando si voglia ricostruire una figura retorica di sopraffazione del potente sul più debole. Ecco, la passione viene ridotta a debolezza e in una situazione di crisi si viene schiacciati, perché gli artigiani sono divisi tra di loro in nome della propria passione e non vengono tutelati da nessuno: partiti politici, associazioni di categoria, Camere di Commercio e governo in un fallimento spariscono tutti, con in tasca il biglietto da visita del Made in Italy stampato gratuitamente coi sacrifici di qualcun altro. 





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FRIENDS OF CAMA Il blog
Post originali di Roberta Niccacci
Storia di un'azienda artigiana italiana in tempo di crisi
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1 commento:

Anonimo ha detto...

Cara Roberta, da ora in avanti non leggerò più i tuoi post, non perché siano scritti male, anzi troppo bene direi. Ma le cose che scrivi mi entrano talmente dentro che mi fanno stare male. Dici tante verità, ma mi rendono triste tutto il giorno perché mi immedesimo in tutti voi e ci soffro. Non te ne avere a male è la mia estrema sensibilità che me lo obbliga.
Lo sai che ti voglio bene e ti auguro di cuore ogni bene possibile