Blog's Translator

Visualizzazione post con etichetta Roberta Niccacci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Roberta Niccacci. Mostra tutti i post

venerdì 2 luglio 2021

La peggio cicogna

L'Italia: "un governo debole con i forti e forte con i deboli". Non ci volevo credere. Finché lavoravo da lunedì a lunedì nella fabbrica della mia famiglia sembrava che tutto andasse bene. C'erano le difficoltà e si andava cauti. Poi in prossimità delle crisi del nuovo millennio è arrivata invece la prosperità. Ci aspettavamo ancora più ordinativi dall'estero, ma il benessere era un'illusione, come il miglioramento prima della morte. Da qui il mutuo ipotecario del 1999 per l'ampliamento della fabbrica e la nostra fine. Puoi conoscere l'adagio del governo debole, solo se ti trovi a che fare con le ingiustizie, a cui vanno incontro appunto i deboli, tra i quali ora ci siamo anche noi, falliti insieme alla nostra azienda artigiana. 

Quando in televisione vedo i rappresentanti di partito, che dovrebbero garantire la democrazia, mi sembra di rivedere il corto della Pixar con le cicogne: loro sono le cicogne fortunate: i provvedimenti pubblicizzati dal governo sono infatti per la maggior parte dei maquillage, cose già viste o che arrivano quando non servono più per gli svantaggiati, talvolta dei passatempi di persone che non hanno conosciuto le ingiustizie, ma che a piacer loro se ne fanno portavoce, se magari certe tematiche coadiuvano la campagna elettorale. Il tutto all'interno di giochi di partito, che finiscono col favorire i poteri forti, come ad esempio la legge n.119/2016 detta "decreto banche". 


Il caso Bramini un'ingiustizia di Stato. Ingrandisci l'immagine
per leggere la quarta di copertina


Vedi adesso ad esempio la cassa integrazione per crisi: dalla mia esperienza il sussidio non serve a niente se non ad allungare l'agonia di un'azienda, come è successo a noi. Così aumentano i debiti per l'impresa in un limbo in cui non si sa cosa fare. Nel frattempo i dipendenti con la cassa integrazione vengono tutelati anche per più anni, per trovarsi magari un lavoro in nero. Invece l'imprenditore è lasciato solo davanti, chissà, ad un mutuo ipotecario, in cui non può vendere il bene ipotecato e quindi rimanere impossibilitato a monetizzare per chiudere la propria attività. È l'imprenditore l'anello debole della catena, che necessita di essere tutelato per primo, trovando per la sua azienda anche soluzioni di buyout. Serve che i dipendenti vengano sensibilizzati a mantenere il proprio lavoro e quindi a partecipare all'azienda.

A suo tempo mi hanno fatto studiare le figure retoriche ma non le ho mai messe a mente. Troppo difficili da studiare in teoria. Mi risulta che "un governo debole con i forti e forte con i deboli" sia un chiasmo, ovvero un incrocio sintattico. Ora mi ricorderò cos'è un chiasmo, nonostante avessi già letto la definizione diverse volte. Gli artifici delle lingue non sono facili da ricordare, te ne puoi rendere conto solo con un uso pratico, che ti rimanga impresso. Allo stesso modo i problemi più difficili non si possono risolvere dall'alto, di corsa o come si è sempre fatto dall'Ottocento. Che altro hanno da fare i governanti, i sindacalisti e i rappresentanti di partito, se non cercare soluzioni innovative a problemi più che conosciuti, per venire fuori dalle crisi migliori di prima? 


SEGUI LA STORIA DELLA CAMA SU FACEBOOK
ECCO LE PRIME DUE PUNTATE 
CLICCA SULLE LOCANDINE PER IL LINK



Cama® è un marchio registrato


FRIENDS OF CAMA Il blog
Post originali di Roberta Niccacci
Blog fondato nel 2009 per documentare il viaggio di rinascita della CAMA, azienda artigiana storica di Deruta (PG). Con gli esiti del fallimento che dura da 10 anni e l'unico sostegno di arte e cultura. Dal mese di gennaio 2021 il blog parla italiano.
Segui la pagina facebook
Friends of Cama è anche su Twitter
Seguimi su LinkedIn

giovedì 1 luglio 2021

I fallimenti come le case chiuse


Con la Legge 20/02/1958 n° 75, detta "Legge Merlin", il governo italiano chiuse le case di piacere, perché non si può fare mercimonio sul sesso a pagamento con il benestare dello Stato. Ora a distanza di più di sessant'anni, la prostituzione continua per strada senza aver trovato una soluzione adeguata, ma il concetto che lo Stato non possa regolamentare la delicata questione del sesso come prostituzione è senza dubbio un principio sano, che non ha a che fare con il credo religioso, con la morale e tantomeno con il giudizio. Ci sono di mezzo i soldi a fronte di rapporti intimi in aperto squilibrio di potere. 

Allo stesso modo lo Stato non dovrebbe tollerare questioni legate al denaro, tradotte in fallimenti, perché è materia altrettanto scabrosa, in quanto il fallimento può generare profitto da parte di speculatori, approfittatori, gente comune che ha dimestichezza con il fare affari sulle disgrazie altrui. D'altra parte, la mafia italiana stessa non è nata per fare profitto sulle sciagure di intere comunità a seguito di calamità naturali, crisi e carestie? Vogliamo imitare la mafia? In tutti e due gli ambiti delle case chiuse e dei fallimenti si parla di morte: c'è qualcuno che viene sfruttato, annientato e privato della libertà per il beneficio altrui a basso costo, talvolta pari a zero verso chi presta la materia prima. 

Mi sembra che il tema etico, in ambiti relativi alla sopraffazione degli uni sugli altri, sia lo stesso dei manicomi, aboliti nel 1978 con la legge Basaglia, come pure degli istituti psichiatrici giudiziari, soppressi nel 2015 per intervento dell'allora senatore Ignazio Marino. Le chiusure hanno a che fare con le conseguenze che tali istituti arrecavano alle persone ricoverate o detenute, oggetto di abusi e maltrattamenti contrari alla riabilitazione. Lì ci guadagnava solo chi ci lavorava. Come si riabilita quindi un fallito in Italia? Qual è il riscontro economico derivante della distruzione di aziende e persone attraverso il quale anche piccoli imprenditori artigiani devono passare per tempi interminabili? Per ottenere cosa da un fallimento, se non l'arricchimento di chi ruota intorno alle aste giudiziarie e all'industria dei fallimenti? 


SEGUI LA STORIA DELLA CAMA SU FACEBOOK
OGGI LA 2° PUNTATA
CLICCA SULLE LOCANDINE PER IL LINK



Cama® è un marchio registrato


FRIENDS OF CAMA Il blog
Post originali di Roberta Niccacci
Blog fondato nel 2009 per documentare il viaggio di rinascita della CAMA, azienda artigiana storica di Deruta (PG). Con gli esiti del fallimento che dura da 10 anni e l'unico sostegno di arte e cultura. Dal mese di gennaio 2021 il blog parla italiano.
Segui la pagina facebook
Friends of Cama è anche su Twitter
Seguimi su LinkedIn

mercoledì 30 giugno 2021

Azienda certificata etica


In Italia esiste un corrispondente diabolico delle agenzie funebri private, che garantiscono una degna sepoltura dei dipartiti. Si chiamano IVG, istituti di vendite giudiziarie, che gratuitamente promettono la morte civile a te e alla tua famiglia fallita, svendendo i tuoi beni mobili e immobili a fronte in alcuni casi di una certificazione etica (centrato in pieno l'ossimoro). Ogni nuova crisi è un'opportunità di guadagno della fiorente industria italiana dei fallimenti, in cui si trovano “Immobili che vanno all'asta al 5% del valore iniziale stimato, debitori che rimangono indebitati, creditori non saldati e giudici con la bustarella in tasca...ah dimenticavo e IVG che sono logicamente delle SPA...” Sono le parole di una lettrice. È così che ho scoperto che alcune IVG sono SPA! 

Sono circa 165 le sedi di vendite giudiziarie in Italia, così denominate sul sito del ministero della Giustizia: "Gli istituti di vendite giudiziarie (IVG) sono soggetti privati che, con provvedimento ministeriale, sono autorizzati in via generale alla vendita all'incanto dei beni mobili a norma dell'articolo 534 cpc e all'amministrazione giudiziaria dei beni immobili a norma dell'articolo 592 cpc. Detti istituti sono legati a 28 Corti d'Appello provinciali. Ci sarebbe da fare uno studio sull'incremento degli IVG dagli anni Novanta e su come funzioni la loro rete di vendita. Esiste anche un'Associazione Nazionale Istituti Vendite Giudiziarie e IVG Italiani Riuniti S.r.l.! 

Un'altra fiorente industria della morte delle aziende italiane finite in disgrazia, non a causa della crisi, ma per i mutui contratti in prossimità delle crisi stesse, nonché dei rifinanziamenti fondiari forieri di sovraindebitamento, sono i cartolarizzatori dei crediti delle banche. Anche questi istituti sono SPA. Quella con cui abbiamo a che fare noi della CAMA DERUTA si chiama DoValue SPA (già DoBank SPA) e come presidente ha un diplomatico italiano. Cosa può contenere il forziere della DoValue SPA per metterci a capo un rispettabile funzionario dello Stato? Per il recupero del credito e il pignoramento di conti correnti e Postepay si servono della Fino 2 Securisation s.r.l. con socio unico. 

Domanda: Qual è il giro d'affari dell'industria dei fallimenti? Qual è il costo che sostiene lo Stato per garantire il mercimonio di tale industria? Come mai nessuno indaga sullo scandalo dei fallimenti in tempo di crisi? Paura della massoneria deviata? Terrore della 'ndrangheta della finanza? Sottomissione alla giustizia, perché c'è di mezzo il penale oppure perché, come ha detto un sostituto procuratore della Repubblica a un imprenditore fallito: «non faccia il martire, contro il sistema non la si spunta…»? Chi è questo SISTEMA del tutto italiano e perché dovrei sottostare ad un qualsiasi sistema, se è anche la mia famiglia a fornire loro la materia prima per fare profitto?  

SEGUI LA STORIA DELLA CAMA IN CINQUE
PUNTATE SULLA PAGINA DEL CENTRO
CAGIANELLI PER IL '900




Cama® è un marchio registrato


FRIENDS OF CAMA Il blog
Post originali di Roberta Niccacci
Blog fondato nel 2009 per documentare il viaggio di rinascita della CAMA, azienda artigiana storica di Deruta (PG). Con gli esiti del fallimento che dura da 10 anni e l'unico sostegno di arte e cultura. Dal mese di gennaio 2021 il blog parla italiano.
Segui la pagina facebook
Friends of Cama è anche su Twitter
Seguimi su LinkedIn

lunedì 3 maggio 2021

Nel terzo millennio viaggio a Spoleto per ritirare un documento

Il Tribunale di Spoleto 

Siamo nel terzo millennio anche in Italia. Vorrei puntualizzare il concetto a proposito. Qualche settimana fa ho rinnovato la mia carta d'identità scaduta e per la prima volta mi hanno preso le impronte digitali degli indici. Ho pensato: "Che innovazione. 22 euro spesi bene!". 

L'impiegato all'anagrafe di Deruta (PG) è stato molto efficiente, veloce e anche simpatico. Quando gli ho confermato l'indirizzo di casa mia, ho avuto un fremito e gli occhi mi si sono riempiti di lacrime. Gli ho detto che non sapevo per quanto tempo sarei rimasta a quell'indirizzo, ma che era quello giusto: la nostra casa era all'asta. Ha avuto parole di conforto. 

Ho rifatto la carta d'identità per rispondere alla documentazione necessaria a ricevere dal tribunale di Spoleto la certificazione di non iscrizione a ruolo. Il documento me lo devo andare a prendere domani a Spoleto!

Di marche da bollo per ottenere il certificato del tribunale spenderò un totale di 35,87 euro, soldi per me in questo momento preziosi. Ma poi...non c'è lo Spid, non ci sono altri modi per ricevere il documento per via telematica nel terzo millennio? 

Non mi meraviglio più di niente. Dalla mia esperienza di fallimento della fabbrica, ho potuto capire quanto siamo arretrati in Italia. Così ho deciso di combattere con arte e cultura il nostro degrado, dovuto anche a mancanza di interazione e comunicazione, conseguente all'individualismo nostro italiano: il cosiddetto "menefreghismo". Il nostro livello tecnologico ne rappresenta una cartina di tornasole. Così con arte e cultura mantengo la poca gentilezza che mi è rimasta in tempi di guerra e di trincea: il fallimento è motivo di abbrutimento. 

Oggi mi leggerò quindi un libro del 1925, in cui una coppia di inglesi descrive la città di Spoleto. Si tratta di un libro, che ho fatto venire da Londra per una ricerca. Un libro di seconda mano, che mi è costato molto meno di quanto sborserò per il certificato del tribunale di Spoleto. Mi sono accorta che, quando scrivo le mie email a nuovi contatti raccontando la mia storia di fallimento, utilizzo citazioni di titoli di libri di autori famosi. In questo caso si tratta del libro dal titolo "Some Umbrian cities" di Ada M. Harrison e R.S. Austin pubblicato da A and C Black Ltd. Non so quanto il libro sia conosciuto ma in questo periodo è per me un testo significativo. 

Frontespizio di "Some Umbrian Cities" (1925)

Chissà se nel libro di viaggio troverò la descrizione del tribunale di Spoleto e come arrivarci? Dovrò anche scoprire la strada da fare e dove parcheggiare. Infatti non sono mai entrata nel tribunale di Spoleto. Userò Google maps. Dovrei aver visto la facciata del tribunale, passando per le strade di Spoleto durante uno dei festival dei Due Mondi, i cui spettacoli non mi sono mai potuta permettere. Al festival di Spoleto sono andata solo una volta a vedere "L'opera de tre soldi" di Brecht, insieme ad una mia professoressa di tedesco diversi anni dopo la mia laurea in lingue e letterature straniere moderne. Eravamo rimaste in contatto. Mi diceva che ero stata una degna allieva. 

Proprio stamattina, in un commento online, ho letto la frase: "la cultura è come il grasso del cammello. Torna utile nei tempi difficili". Caro lettore, hai proprio ragione, non fosse altro per il conforto che nella cultura si trova. L'umanità e il buon senso, di cui mancano certe persone con cui abbiamo a che fare negli "hard times" del terzo milliennio, lo troviamo nel passato nero su bianco in testimonianze di pregio. 



Cama® è un marchio registrato


FRIENDS OF CAMA Il blog
Post originali di Roberta Niccacci
Curiosità rinascimentali in tempo di rinascita
Friends of Cama è anche su Twitter
Seguimi su LinkedIn



I miei talenti sono: Activator, Adaptability, Communication, Context, Futuristic


martedì 27 aprile 2021

Inventa & Sogna


Dal mese di dicembre faccio parte dell'Associazione "100mila Ripartenze" con sede a Treviso. In occasione del loro primo crowdfunding, mi sono ritrovata ad usare Linkedin, perché qui si trovava il target della raccolta fondi. Così ho iniziato ad usare Linkedin per la prima volta. Ho pubblicizzato il crowdfunding, ho fatto crowdsourcing, sono entrata in contatto con professioniste e professionisti e ho conosciuto la rivista MILLIONAIRE, fondata nel 1990. Ho iniziato a comprare MILLIONAIRE ogni mese. Nel mese di marzo ho risposto alla candidatura per ricevere gratuitamente un libro cartaceo o un e-book di Jeff Bezos. C'erano 5 libri in palio. Ho scelto "Inventa & Sogna". Il libro mi è arrivato nell'uovo di Pasqua, preceduto dalla mail della redazione. Non potevano farmi un regalo più gradito! 

Immediatamente ho interagito con la redazione tramite email, ringraziandoli. Ho anche espresso loro il mio desiderio di rispondere ad un lettore, che aveva inviato un suo appunto nella rubrica "lettere", proprio riguardo al sogno. Avrei voluto spiegare ciò che significa per me la parola "sogno" nel mondo dell'impresa. Avrei voluto pubblicare qualcosa su MILLIONAIRE. 

La vita è tutta un destino. Basta saper dosare la pazienza! 

Quindi...stamattina ho mandato alla redazione di MILLIONAIRE un mio articolo con un paio di foto e mi auguro proprio che venga pubblicato. Intanto sto leggendo il libro di Jeff Bezos, che tra l'altro è un mio coetaneo. Siamo del mitico 1964. Del libro mi diverto a capire come potrebbe essere scritto il testo originale in inglese. La traduzione del titolo "Inventa & Sogna" per me non spiega già a sufficienza il significato del messaggio, l'invito all'azione da parte di Jeff Bezos. Nel sogno c'è di più e poi...il sogno va pensato con il cervello switchato in inglese. Il titolo originale del libro è: "Invent & Wonder". In  quello wonder c'è lo stupore di un bambino, la genuinità e l'innocenza che sono gli ingredienti da recuperare per fare innovazione d'impresa. Possiamo tutti sognare, se decidiamo di tornare bambini. 


Cama® è un marchio registrato


FRIENDS OF CAMA Il blog
Post originali di Roberta Niccacci
Curiosità rinascimentali in tempo di rinascita
Friends of Cama è anche su Twitter
Seguimi su LinkedIn


I miei talenti sono: Activator, Adaptability, Communication, Context, Futuristic

sabato 23 gennaio 2021

Quel giorno di dieci anni fa

La CAMA (cooperativa artigiana majoliche artistiche)
nella nuova sede in Via Tiberina negli anni Sessanta 

















Sono passati dieci anni da quando con i miei genitori siamo usciti dalla porta di servizio della fabbrica della nostra famiglia. Era arrivato il custode, inviato dal tribunale fallimentare di Perugia, e qualche giorno prima ci aveva comunicato di consegnargli le chiavi.

Abbiamo lasciato tutto com'era, perché il babbo nella sua fabbrica era convinto di tornarci. Quindi sono rimasti dentro al laboratorio le campionature di tutte le majoliche create negli ultimi quarant'anni di storia, in ufficio erano ancora lì i documenti ordinati e custoditi in un armadietto, la carta da imballaggio, gli strumenti da lavoro e anche il tornio di legno a pedale, che non era segnato in inventario ma che non sapevamo dove portare. 

Uno degli decori creati dalla Cama,
l'Antico Deruta
 
Non abbiamo portato via nulla. Abbiamo chiuso la porta a chiave e ce ne siamo andati. La mamma era preoccupata, perché diceva che la stessa cosa ci sarebbe accaduta per la casa. In questi dieci anni io, quando torno a Deruta, evito di passare sulla via Tiberina, per non vedere la fabbrica dove sono nata e cresciuta. 


Qualche volta chiudo gli occhi e rivedo la fabbrica prima dei lavori di ampliamento a ridosso delle crisi. I lavori non erano da farsi ma nessuno ci ha avvisato, né governanti, né politici, né tanto meno le banche, che nel 1999 avevano aderito alla "cartolarizzazione". 

Proprio in quest'anno, nel 1999, la nostra fabbrica contrasse il mutuo ipotecario per i lavori di sistemazione della fabbrica. Dall'Unione Europea stavano arrivando fondi destinati alla muratura. Noi ne facemmo richiesta e i finanziamenti ci vennero assegnati. Le cose andavano più che bene, il lavoro c'era e contavamo di raccogliere i frutti di anni di sacrifici, di fare il grande salto. Eppure mi ricorderò sempre che dicevo al mio papà che qualcosa di anomalo era successo a far data gennaio 1997, prima del terremoto che scosse Assisi: c'era stato un calo nei flussi della clientela privata ma al contrario i negozi americani continuavano a comprare in maniera notevole. 

Il decoro "Senese" che riproduce il pavimento del 
Duomo di Siena, Piace molto agli architetti
Rivedo così la fabbrica della mia infanzia, di quegli anni Settanta tanto cari, i luoghi che avrebbero accompagnato la mia vita: la vecchia fornace a legna, ormai in disuso, la porta di ferro colorata di rosso antico sul retro e che portava all'imballaggio: i trucioli sempre inumiditi, il pavimento sconnesso, una zona quasi all'aperto in fondo alla fabbrica, che poi dava sul verde della campagna. Poi c'era anche uno scantinato nel reparto creazione, dove lo zio torniante teneva i pani di argilla e li portava su per essere lavorati. Mi ricordo quando i miei comprarono una macchina per trasformare i pani rettangolari in cilindri, che poi tagliati potevano essere trasformati più facilmente nelle sfere che servono per forgiare un oggetto, piccolo o grande che sia. 


Della fabbrica porto con me i colori dei pavimenti e delle veneziane, gli odori degli smalti, della terra e dei metalli preziosi, di cui l'oro liquido in bottiglie è inconfondibile, il rosso scuro del pavimento del magazzino, ovvero dello spazio fronte strada, che era adibito alla vendita al pubblico. Invece le veneziane della fabbrica erano turchesi e ho sempre pensato che il mio babbo le avesse scelte così, perché i suoi occhi sono celesti. 

Il decoro classico di Deruta, il 
Raffaellesco. I decori sono come
calligrafiee questa è
la firma della mia mamma
Negli anni Settanta era stata fatta una soprelevazione e la sala di pittura con la smaltatura si trovavano al secondo piano. Prima i pittori lavoravano al piano terra in prossimità del magazzino. Di collegamento tra i due piani c'era un ascensore e anche delle scale esterne di ferro. La fabbrica era fornita di bagni sia al piano superiore che al piano inferiore. Qui erano esterni. 

La fabbrica prima dei lavori era come un piccolo borgo antico, in cui si erano aggiunti dei pezzi volta per volta. Aveva il suo fascino ma venne il giorno in cui il Sindaco del paese ci intimò che se non avessimo dato una sistemata al laboratorio, ci avrebbe mandato le ruspe...era il 1999 e le banche sapevano già che c'era una crisi in atto. Avevano fatto ricorso alla cartolarizzazione dei crediti e potevano dare di nuovo mutui in maniera disinvolta. Tutti noi nella famiglia ci saremmo così messi il cappio al collo...


Il mio saggio del 2018 coi colori rosso scuro e turchese, che porto con me a ricordo della fabbrica della mia famiglia con nuove interpretazioni, simboli di vita, arte e cultura. 

Per un approfondimento sull'argomento della crisi leggi: Sebastiano Barisoni "Terra incognita. Una mappa per il nuovo orizzonte economico", Solferino, 2020, pp. 185. 


Feedback istantanei al post: 

"Ho letto con attenzione il tuo articolo che hai descritto in modo magistrale! Ti auguro il meglio per una grande  ripartenza!" - Marisa, Perugia  

"Buongiorno Roberta, Che storia triste e bellissima per come sei riuscita a raccontarla...in poche righe, mi hai fatto ''vivere'' tutte le emozioni che te e la tua famiglia avete vissuto. Quando dico che sei una grande è perché lo penso veramente e sono certa che, presto avrai il successo meritato così da poter  ''riscattare'' la grande perdita della fabbrica...costruita con tanto lavoro, sacrificio e passione.

Ho compreso bene, come è stata vissuta da te tutta la storia...invece I tuoi genitori come hanno reagito a tutto ciò?

Se ti andrà di raccontarmi...la prossima volta che ci sentiamo...ti ascolto volentieri.

Super Roberta"  - Maristella, Roma 


FRIENDS OF CAMA Il blog 
Curiosità rinascimentali in tempo di rinascita 
Verso un nuovo modo di fare impresa nell'artigianato artistico 
Friends of Cama è anche su Twitter 
Seguimi su LinkedIn 



venerdì 7 ottobre 2016

A Couple More Steps Forward and...It's Paradise!

The Purgatory is the second book written by Dante Alighieri
about a life journey's story. 
The book is part of a famous trilogy called: Divine Comedy
I couldn't wait any longer to share something I discovered on the Purgatory image I posted the other day. The image was part of my blog post about evolution coming in threes. My great discovery is that right now I am close to Paradise. So I am there at the end of Purgatory.

Where do you think I am? You would never ever guess why and where I got stuck these past months in the Purgatory. There is a particular reason you may not aware of. It comes from my family name: Niccacci. I am stuck in the circle of gluttons!!! I only have two circles left and I am stuck with gluttons!

Indeed my last name Niccacci comes from an Italian nickname for glutton, gourmet and to some extent a person who likes the right things, meaning good food as an example and beautiful things. Such a person is defined as NICCA in our dialect. Niccacci is the corresponding noun to 'nicco' (masculine) and 'nicca' (feminine), which are adjectives.

It is such a relief when there is an answer to what is happening to us. In these past months, I have been eating everything that was at hand. The fridge would not open the door for me at a certain point anymore, so much he was tired of being opened every other minute. If only I had known the circle of gluttons was near the end of the Purgatory!

The circle of gluttons is before the last circle. The very last one is the circle of lust. I will skip on that. I will find a rope and climb on it to get to Paradise straight from the gluttons' circle. My great-grandparents, the original Niccacci family, will see me and help me get there with them. They will give me a hand. After all the connection is perfect: from the gluttons' circle to the authentic Niccacci family in Paradise.

I have been waiting to get to Paradise for two years now. Since the time I was in San Francisco in 2014 looking for an eligible partner. A partner I could not find at that time and I was forced to come back to Italy. It was like falling back to square one, to the book of Hell. If people only knew what I have been going through. So once I am in Paradise. I will stay there put and hold on to it!  

Aurora by Guercino: this is ideally what the conclusion of my journey with Cama should look like 

P.s. When I was in school I could not care less about the Divine Comedy. I am enjoying studying art and literature now because they mean something to me. The reason is there is a connection with my real life: my journey with CAMA. Works of art really take life now. They speak to me. I have always loved teaching and with the amazing experience I had in these past years I would have much to share with students:  about the importance of education and how studying could be turned into something useful and enjoyable if we knew what it is for. 


                                  FRIENDS OF CAMA 


Join the Facebook Page to Receive Blog Updates 

NEW!


Now on Twitter
 Join Cama's Facebook events for a unique armchair traveling experience.